ASIAN STUDIES GROUP

venerdì 29 giugno 2007

Tourism Competition in Asia: Japan, China, S. Korea to consider common transportation IC cards

The decision came during a meeting of tourism ministers which brought together Japanese Land, Infrastructure and Transport Minister Tetsuzo Fuyushiba, Chinese National Tourism Administration Director Shao Qiwei and South Korean Culture and Tourism Minister Kim Jung Min. Fuyushiba proposed unification of the three nations' different standards for public transportation IC cards. The three also agreed that their countries should jointly develop historic heritage tours and aim to attract foreign travelers to such events as the 2008 Beijing Olympics. "The three countries have long histories and common cultures and should jointly publicize such tourism resources," Fuyushiba told reporters after their meeting.
You can read my article published on Corriere Asia on the following link
http://www.corriereasia.com/_var/news/DVOPSRJ-ESWLLYJ-BJTH.shtml


Il turismo in Asia: Giappone, Cina e Corea uniti per promozione e facilitazioni

E' di ieri la notizia: riunitisi a Qingdao i ministri del turismo, infrastrutture e cultura di Cina, Giappone e Corea del sud hanno firmato un accordo che mira a promuovere l'accrescersi delle relazioni fra i tre Paesi per quanto concerne il mercato turistico.

b3e8a9f0c48d9cd0cbf9dbc8a443eb90.jpg

L'asia difatti pur presentando un panorama storico artistico dall'enorme attrattiva turistica e culturale conosce da sempre una serie di ostacoli nell'attuazione di una politica comune di promozione turistica. Trattasi di storici dissaporti, constrasti sociali e stereotipie culturali.

Coscienti però dell'occasione d'oro offerta dell'evento olimpico di Pechino 2008 quale trampolino di lancio per favorire l'accesso di massa di turisti non solo in Cina ma anche nei vicini partners asiatici, ecco che il ministro giapponese Tetsuzo Fuyushiba, la controparte cinese Shao Qiwei, e quella sud coreana Kim Jung Min hanno firmato un accordo che prevede l'attiva cooperazione nel facilitare gli accessi dei turisti da un Paese all'altro, fornendo loro una IC card Integrated circuit card in grado di permettere, solo attraverso un unico sistema integrato, l'utilizzo di tutta la rete di trasporti nazionali cinesi, giapponesi e sud coreani.





giovedì 21 giugno 2007

A threat to Olimpic Games: nuclear attack's fear and Beijing security response


It's less than a year to the Beijing Olimpic Games beginnig and chinese government until today has not declared anything on security mesures about terrorist attacks. But yesterday by xinhua agency the government revealed to international community to have always allowed for nuclear attack or other terrorist criminality act and have prepared security equipments. Last week taked place several security drills and policy exercitations. Beijing said that it's very important for chinese admnistration guarantee the safety for all athlets and games international public, but in its security project the government is going to spend less then other Olpimpic Games editions. Follows a part of my recent analysis published on Corriere Asia

Olimpiadi: Pechino risponde all'allarme d'attacco terroristico


PECHINO: Un attacco nucleare, un attentato terroristico. Sono gli allarmanti presagi che Pechino prende in considerazione quali possibili e spiacevoli colpi di scena nelle prossime olimpiadi del 2008.

Un'eventualità che il governo cinese, sotto i riflettori del mondo intero per l'evento sportivo di portata storica e dall'alto significato politico, non vuole sottovalutare, e, soprattutto a cui non sembra volersi dimostrare impreparato.

Zhang Shulan, vicedirettore della national medical agency sembra rispondere con sicurezza alla provocazione lanciata ieri dall'agenzia stampa cinese Xinhua nell'ipotesi di un attacco terroristico nucleare su Pechino durante le prossime Olimpiadi. "Abbiamo previsto un comparto speciale per le vittime colpite da attacco radioattivo" spiega Zhang Shulan. Gli fanno eco alcuni rappresentanti dell'amministrazione della minucipalità di Pechino che spiegano alla stampa cinese e internazionale come già dal prossimo mese verranno attuate una serie di simulazioni di vario livello per testare la preparazione della macchina organizzativa di soccorso cinese, nonché la validità delle infrastrutture chiamate in causa. Esercitazioni, quelle programmate per la salvaguardia dell'evento da attacco terroristico, che non si terranno solo preventivamente, ma che "seguiranno periodicamente e in maniera sempre più intensa fino all'inizio dei giochi, compresi i primi giorni di Olimpiadi" rassicura Shan Qingsheng, dell'emercency response office di Pechino.

Ma l'amministrazione pubblica non sembra allarmata solo dalla possibilità di attacchi terroristici nucleari, ma anche da veri e propri atti di criminalità organizzata con sfondo terroristico che potrebbero coinvolgere pubblico o atleti. Ecco allora che proprio ieri scorso si è tenuta un'esercitazione militare che ha coinvolto diverse squadre di polizia ed esercito simulando un rapimento di venti atleti rinchiusi in un palazzo sotto sequestro terroristico.

Puoi legger l'articolo intero gratuitamente al seguente link su Corriere Asia You can read intire article for free on following link on Corriere Asia
http://www.corriereasia.com/_var/news/DVNHGGN-EMDDYCM-EZB.shtml



lunedì 18 giugno 2007

Publishing revolution in China


China is fast. The whole world knows it. But probably a lot of people ignore that this speed is involving not only population, economy, political reforms but it is also including a series of cultural and marketing evolutions about publishing sphere. Publishing reform on 1999 allowed to private company to emerge on huge chinese market and made big profits by private newspaper, new book sale centers, several book fairs etc. But there're still problems about the complete publishing reform in direction to a total opening of the market. For exemple distribution system has still a strong dependency on Xinhua regional organizations about coordination and on Central Post Office system about distribution to consumers.
You can read my thorough analysis in italian published on Corriere Asia at following link.

http://www.corriereasia.com/_var/news/DVMIYWU-ESWEDJB-BNOA.shtml


Ecco un anticipo del pezzo:

La rivoluzione dell'editoria in Cina: mercato di riviste e pubblicazioni in piena espansione.

E' un dato importante quello ricavato dalla vendita di libri, riviste, quotidiani e pubblicazioni in genere nella Cina continentale. E' importante difatti distinguere il mercato delle province continentali da quello di Taiwan che per motivi storici e d'evoluzione economica rappresenta un panorama a sé stante per quanto riguarda il mercato dell'editoria, così come degli audio visivi. L'elemento rilevante è dato dalla constatazione di un mercato settoriale che sembra non accennare nessun colpo d'assestamento: nel 2000, in Cina, sono state vendute circa 7,5 miliardi di copie di libri con pubblicazioni nazionali, per un fatturato totale di 37,7 miliardi di RMB. Questi dati, paragonati alle stime dell'anno precedente, segnano un aumento del 2,3 % in unità e del 6,2 % nelle entrate. Nel 2004, le vendite totali di libri hanno raggiunto quota 43.49 miliardi di RMB (5.24 miliardi di dollari) in fatturato, con una vendita di 7.027 miliardi di copie. Tra le diverse tipologie di libri, quelli che hanno ottenuto la quota di mercato più ampia sono stati i libri di testo. Per quanto concerne la distribuzione, la rete di librerie "Xinhua", di proprietà statale, rappresenta ancora oggi il 95% del totale del volume di vendite nel settore e l'85% in termini di fatturato. Nello sviluppo della rete distributiva privata in Cina, possiamo considerare tre fasi distintive. La prima fase vide apparire le prime librerie private o indipendenti nei tardi anni '70 e nei primi anni '80 esclusivamente nella forma di punti vendita integrati alle "Xinhua Bookstores", di proprietà statale. Alla fine degli anni '80, però, numerose librerie private, emerse per successo, dinamismo economico e qualità gestionale, sono cresciute divenendo note in tutto il paese. Chiari esempi di queste librerie sono la "Feng-ru-song (Forestsong) Bookstore" e la "Guo-lin-feng Bookstore" di Pechino, la "Ji-feng Bookstores" di Shanghai, la Xue-er-you Bookstore" a Guangzhou, la "Zhi-yuan Bookstore" a Jinan e la "Xi-xi-fu Bookstore" a Guizhou. A partire dalla metà degli anni 90 poi le librerie private si sono sviluppate sottoforma di aziende su larga scala; dando inizio ad una gestione di carattere cooperativo e a rivestire un posto rilevante sul mercato del libro. Con l'approvazione nel 1999 da parte del governo centrale di una riforma in materia di distribuzione, sono stati fondati per la prima volta tre "gruppi di distribuzione Co. Ltd.", destinati a gestire il controllo del processo di riforma di tutti i gruppi di distribuzione e procedere all'amministrazione dei medesimi sottoforma di multiproprietà. Terreno difficile che comporta la necessità di questi gruppo a districarsi gradualmente tra i confini dell'amministrazione statale.
... segue su www.corriereasia.com

venerdì 15 giugno 2007

Bush against Communism: immediately disapproval from Beijing



A popular protest in chinese capital yesterday agaist the last Bush declaration in occasion of memorial opening dedicated to victims by communist regime. According to Bush opinion "in Russia and China Communism caused thousands of innocent victims death" . China's Foreigner Affairs Minister, Qing Gang replied "it's Cold War's sentence, and we want to express ower disapproval on these behaviours". Immediately from central Government in Beijing came the request "We ask USA Government to not interfere in chinese affairs".


Pechino ha protestato contro la partecipazione del presidente americano George W. Bush all'inaugurazione di un memoriale dedicato alle vittime del comunismo, affermando che si tratta di un'iniziativa "da guerra fredda". Nel corso della cerimonia, svoltasi martedì, Bush ha sostenuto che "secondo le più attendibili stime, il comunismo ha provocato la morte di decine di milioni di persone in Cina e Urss".

Immediata è arrivata la replica cinese, per mezzo del portavoce del ministero degli Esteri, Qin Gang. ''Esprimiamo il nostro forte dispiacere e la nostra risoluta opposizione a queste dichiarazioni e a questi comportamenti'', recita un comunicato ufficiale.

Pechino, ha aggiunto la stessa nota, chiede agli Usa di ''smettere di interferire negli affari interni di altri Paesi''.

Nessuna replica al momento è arrivata da Mosca, ma visti i rapporti tesi degli ultimi tempi tra Usa e Russia, non è difficile pensare che le parole di Bush non abbiano fatto piacere al collega Putin.

by Tgcom

giovedì 14 giugno 2007

Italian Benelli bought by chinese QianJiang. Today Benelli's italian workers are studying mandarin


My yesterday interview done in Rome with Professor Alessandra Brezzi, who last year worked for a special project promoted by Pesaro and Urbino province to teach mandarin in Benelli company. "It was a significative experience in terms of cultural exchange and improvment of work's relationships" said professor Brezzi "studying chinese, all the Benelli team learned in which consist of to work together a management group that's totally different for culture and linguistic comunication."
This project it's a small part of more big plane that will make better economic and cultural relations between Pesaro and Urbino province and China's market.

You can read my whole interview on following link
http://www.corriereasia.com/_var/news/DVMDZBH-EMCIOET-BKPS.shtml

venerdì 8 giugno 2007

Lesbian Wedding for Japanese Politician


We have already talked about the political experience of Kanako Otsuji, DPJ candidate to running to parlamentary election in Japan from next July 22th. Well, Kanako prepared a big surprise for LGBT japanese community. It consisted of her lesbian wedding cerimony at Nogoya Ikeda Park on the occasion of Gay and Lesbian Revolution Party, the most important event about gay pride's expression in Nagoya. Two brides wearing similar wonderful wedding dresses: it's was the scene for about 1000 guestes! "I think that japanese society perception must change" said Otsuji and her "wife" Maki Kimura to japanese press "this rappresentative cerimony has a political and social meaning, we'd want to give evidence that gays and lesbians have emotions and right that we have to respect!"

By here my article on the event, posted today on Corriere Asia for italians reader:

NAGOYA: Anche i politici si sposano e l'evento difficilmente assume una pregnanza politica e un significato ideologico, mantenendo più che altro una dimensione riservata e personale. Ma non è così se a sposarsi è una candidata alla corsa parlamentare per il Partito Democratico giapponese, dichiaratamente lesbica, e se l'evento la vede protagonista fianco della sua giovane partner. Ma Kanako Otsuji, brillante e attivissima politicante 32 enne, di cui Corriere Asia ha già parlato in anteprima sulla scelta del partito di porla in lizza per le parlamentari (cfr CA del 24 maggio), sta ormai da tempo abituando l'elettorato giapponese ad azioni di così forte impatto. La notizia è di un giorno fa: l'occasione è data dalla Gay and Lesbian Revolution evento di punta a Nagoya per testimoniare l'adesione alla lotta all'HIV e far sfilare l'orgoglio gay. Lo scenario,invece offerto dal parco di Ikeda nel centro di Nagoya. Oltre mille invitati e le due spose sul palco, entrambe in ambito nuziale, pronte a dirsi, di fronte alla comunità LGBT e al Giappone intero, il fatidico sì. Un evento che trasmette chiaramente un alto significato politico e ideologico. "Il nostro è stato il primo matrimonio lesbo ufficiale della storia del Giappone" spiega emozionata Otsuji al GayJapanNews, magazine di punta della comunità LGBT giapponese "sono convinta che sia in atto un cambiamento nei Paesi che si riconoscono democrazie, è arrivato il momento di uscire allo scoperto e di far valere il nostro diritto alla vita" conclude commossa la candidata del DPJ. Ad Otsuji fa poi eco Maki Kimura, la "seconda sposa" e compagna di Otsuji da oltre quattro anni "Con il nostro passo vogliamo che l'intera comunità internazionale e giapponese per prima continui a ricordarsi che gay e lesbiche esistono, vivono e si amano " Sostegno e felicitazioni giungono a fine cerimonia direttamente da un messaggio del leader del partito democratico, Ichiro Ozawa e dal governatore di Osaka, circoscrizione a cui Otsuji deve la propria entrata in politica, Fusae Ota. L'unione non è legalmente riconosciuta in Giappone, privo di una legislatura in materia di matrimoni fra individui dello stesso sesso e di qualsivoglia regolamentazione per le unioni delle coppie di fatto. Ma Otsuji non sembra preoccupata dalla cosa, si è detta convinta a "far rumore" nella campagna elettorale che partirà il 22 luglio. "Il nostro modello?" conclude Otsuji "guardiamo alla Spagna, al Belgio e al Canada e a tutte quelle società democratiche che guardano allo sforzo per il riconoscimento della nostra identità"
Paolo Cacciato
http://www.corriereasia.com/_var/news/DVLANDN-EMCAKBS-EKA.shtml

mercoledì 6 giugno 2007

A special trip to Beijing, discovering the flavour of Cha


I think that China offers so complex opportunity to touch its long cultural tradition that two weeks or monthly travel it's not enough to understand clearly chinese life. But we can consider to try a simple trip in the capital in a particular view. Well, China has a very important position on Asia stage obout tea tradition and today it's possible to go to several Tea Houses in Beijing and taste various tea qualities improving personal knowledge of chinese tea tradition.
On this argument I'd suggest reading the trip's itinerary posted by Petra Flamminio on Corriere Asia; in this way you'd discover a new opportunity living Beijing's atmosphere during your chinese stay!

http://www.corriereasia.com/_var/rubriche/DVJSHBH-EMCAHJR-LXD.shtml

lunedì 4 giugno 2007

Made in Italy : la scalata di ALMA sul mercato asiatico

Il prestigio della tradizione culinaria italiana e il suo impatto sul mercato asiatico: un binomio che richiama grande visibilità e successo di pubblico, così come testimoniano le affluenze alle innumerevoli attività di promozione e partnership condotte da canali istituzionali autorevoli, quali l'Istituto per il Commercio Estero, in una serie di progetti concreti di valorizzazione dell'attività di professionisti italiani in Asia.

Per quanto riguarda l'ambito enogastronomico, il prestigio del "made in Italy" è tenuto alto all'estero, ormai da alcuni anni, dall'attività di ALMA, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana, diretta da Gualtiero Marchesi, che dopo il successo di programmi didattici esclusivi e innovativi, conseguito nella partnership con scuole americane e canadesi, grazie ad un approccio alla materia completo e ad un corpo docente altamente qualificato, da tre anni a questa parte tenta, con notevoli successi iniziali, l'accesso al mercato orientale.

Per comprendere meglio il "fenomeno cucina italiana", così come la stampa giapponese ha spesso descritto il dilagare della passione per lo studio del nostro panorama enogastronomico in Giappone, Corriere Asia viene accolto nella magnifica cornice di Palazzo Ducale a Colorno, a pochi km da Parma e sede esclusiva di ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina, dove ci viene permesso di toccare con mano la qualità del servizio formativo e professionale offerto all'ormai centinaio di studenti stranieri l'anno. Ad accoglierci il Presidente di ALMA, Albino Ivardi Ganapini, reduce dalla "trasferta promozionale" di ALMA a Pechino.

PC: Con quale approccio e in quale logica ALMA ha avviato la propria attività promozionale in Asia? E con quali successi iniziali?

AIG: La linea adottata da ALMA per l'ambizioso progetto d'espansione sul mercato orientale della nostra offerta didattica e del prestigio della tradizione culinaria italiana, risente dell'esperienza maturata dal nostro Istituto nella cooperazione americana e canadese. L'ambizione di ALMA è quella di consolidare una serie di partnerships di valore con istituti di didattica in ambito culinario con specializzazione per l'enogastronomia italiana, con cui avviare un programma formativo di un anno così come viene pianificato per gli studenti americani.

PC: Ci siete già riusciti in qualche modo e come?

AIG: Un successo imprevisto e consistente non l'abbiamo conseguito subito in Cina o Giappone come si potrebbe comunemente immaginare, bensì in Corea del Sud. Difatti anche per quest'anno, per la seconda volta in due anni, la parternship con la scuola coreana "Il Cuoco", con sede a Seoul, ci vedrà coinvolti in un piano di didattica professionale con ben diciotto studenti che trascorreranno in Italia tre mesi di studio presso ALMA, a cui faranno seguito ben nove mesi stage nei migliori ristoranti italiani affiliati al nostro marchio.

PC: Come è vissuta quest'esperienza dalla controparte coreana?

AIG: In maniera seria e determinata. E' possibile riscontrare proprio nell'atteggiamento degli studenti coreani, assolutamente metodico, nonché vorace e veloce nel desiderio d'apprendere, un parallelismo con il carisma economico che ci sta dimostrando Seoul, dinamico e pionieristico. Solo dieci anni fa erano dieci i ristoranti italiani, oggi si parla di oltre 700 ristorante italiani in Corea del Sud. Una crescita vertiginosa.

PC: In Cina invece?

AIG: La dinamica è più lenta. Lo scorso aprile in Cina abbiamo presentato, in una serata importante, a cui hanno presenziato anche l'ambasciatore italiano a Pechino, Riccardo Sessa , un documento con cui specifichiamo la "linea di approccio" di ALMA alla realtà cinese. Vorremmo creare con la controparte un progetto concreto di "scambio" così come quello attuato con americani e canadesi e da poco iniziato con i coreani. L'idea è quella di favorire un soggiorno studio della durata di un anno per permettere agli studenti un approfondimento consistente della materia d'apprendimento.

PC: Quali risposte avete ottenuto dalla controparte cinese?

AIG: Da tre anni veniamo coinvolti in alcuni progetti di formazione specialistica della durata di una o due settimane, rivolta al corpo di chef della prestigiosa catena d'alberghi Shangri La. Un'opportunità a cui non vogliamo rinunciare e a cui sembrano tenere particolarmente anche i cinesi, dato che, resoconti statistici alla mano rivelano, per le serate di degustazione e per le cene organizzate in affiancamento del personale italiano di ALMA, un aumento di oltre il 30% dell'utenza d'alto livello di Shangri La.

PC: Segno più che percettibile che l'enogastronomia italiana di qualità rappresenta un veicolo valido nell'inserimento da parte dell'imprenditoria nostrana in canali commerciali di consistenza e di mantenere una competitività di un certo livello in un panorama fortemente diversificato. Non crede?

AIG: Sicuramente, motivo per cui insistiamo nella nostra attività di promozione. Già il prossimo 16 luglio saremo a Singapore. Tappa a cui farà seguito il secondo appuntamento di ALMA in Taiwan, dove abbiamo in mente di concludere un progetto di cooperazione con una scuola di Taipei.

PC: Sembra che realtà fino ad oggi più marginali per quanto riguarda il dialogo commerciale italiano in Asia, come Corea del sud e Taiwan stiano accelerando i tempi rispetto a Cina e a Giappone. Concorda?

AIG: Assolutamente. Nel caso giapponese poi il rigorismo tradizionale che li contraddistingue spesso non facilità le cose. I giapponesi sentono di compromettere anni di scelte e di tradizione nell'avviare progetti di questo tipo; Corea e Taiwan invece si gettano con molta più disinvoltura.

PC: Fino ad oggi la vostra partnership con ICE ha giocato un ruolo chiave nella penetrazione in Asia. Il loro contributo rimane la vostra unica modalità di accesso?

AIG: Teniamo alla vicinanza di ICE, ma spesso le loro iniziative rivestono una dimensione non continuativa e relegata all'evento in questione. Noi invece intendiamo avviare un dialogo costante e una partnership commerciale diretta e siamo pronti a vagliare altri canali d'approccio, anche autonomi.

PC: Attendiamo perciò il riscontro di Singapore e Taiwan?

AIG: Certo. Noi ci auguriamo possa andare tutto per il meglio. Coltiviamo l'ambizione di divenire i primi ad avviare un canale autorevole di promozione e tutela del patrimonio culinario italiano in Asia.

PC: E mi pare che i presupposti ci siano.

Paolo Cacciato http://www.corriereasia.com/_var/news/DVJMTXN-AAAAAA-NGZ.shtml

venerdì 1 giugno 2007

The Interview: Fabio Cavalera, Italian Corrispondent in Beijing

It was a special opportunity for me to interview Mr Fabio Cavalera, corrispondent in Beijing for Corriere della Sera, the popular italian newspaper . Fortunatly Cavalera was in Italy when I searched him. He was promoting his first book on China economic revolution. "Il manager dei bagni pubblici (ed altre storie di vita cinese)", this is the title of the book, it's not an essay but a documentary-book which explains directly about the economic revolution from '78 by the personal point of view of several protagonists. "I haven't any particular interest on the essay production" said Mr Cavalera " In my opinion it's impossibile to describe in strong and sure way what it' s China today, because tommorow probably will be already different".
I asked him what's the China's truth and lie. "The only truth is that China is impredictable. And its uncertain situation is in my opinion the best fascinating aspect; besides the lie consists of an apparent capitalist structure" said Cavalera.
On the journalist's view China today it's not a real Capitalism, but it's already between a strict government system and a collective resources system.

You can read the whole interview in italian on this link http://www.corriereasia.com/_var/news/DVIYCQL-AAAAAA-BCAX.shtml